Omicidio stradale
La pena che viene inflitta oggi a chi uccide sulla strada scegliendo un rito alternativo tra patteggiamento o rito abbreviato e potrebbe ancora diminuire in presenza di attenuanti.
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La prima Associazione in Europa, nata per la difesa delle due ruote
Zerosbatti è l’Associazione che garantisce assistenza immediata e tutela legale in caso di incidente. Lo studio legale JVBLEX STA assisterà in via esclusiva il socio, rimasto vittima di incidente, garantendogli una difesa specializzata e gratuita, anche qualora si rendesse necessario promuovere un giudizio, qualunque sia l’esito della causa.
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Federico Balconi, avvocato con oltre trent'anni di esperienza nel risarcimento danni da incidenti stradali, è specializzato negli incidenti che coinvolgono veicoli a due ruote. Grazie a un team di professionisti altamente qualificati, il suo studio ha gestito oltre tremila casi, molti dei quali di rilievo internazionale, ottenendo nella maggior parte delle situazioni un congruo risarcimento per le vittime, spesso in via stragiudiziale.
La sua passione per il mondo delle due ruote lo ha portato a fondare Zerosbatti, la prima associazione in Italia dedicata alla tutela dei ciclisti vittime della strada, con particolare attenzione alla promozione della sicurezza nello sport e alla mobilità sostenibile.
La ZEROSBATTI pensa a tutto, quindi il danneggiato e/o la sua famiglia è “libero da ogni pensiero legale”.
Le Compagnie assicurative considerano esclusivamente le richieste di danni ben documentate e provvedono al risarcimento solo dopo una attenta valutazione delle stesse, coadiuvati da un Team di loro tecnici e consulenti.
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La pena che viene inflitta oggi a chi uccide sulla strada scegliendo un rito alternativo tra patteggiamento o rito abbreviato e potrebbe ancora diminuire in presenza di attenuanti.
ApprofondisciPedone investito sulle strisce: la Cassazione civile, sez. III, con la sentenza 23 luglio 2025, n. 20792, ha stabilito che nel caso di investimento di pedone operi una presunzione di colpa al cento per cento sull’automobilista, che avrebbe come unica chance la prova, a suo carico, di aver fatto il possibile per evitare l’investimento tenuto e che al contrario il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile, tale da costituire essa stessa causa esclusiva dell’incidente.
ApprofondisciLe casistiche degli incidenti subiti dai ciclisti riportano un dato allarmante, che si aggiunge ai comportamenti irresponsabili e poco rispettosi degli automobilisti: verbali ingiusti che pregiudicano anche il diritto al risarcimento.
ApprofondisciIl numero di vittime rimane costante: ogni anno contiamo incidenti, decessi e confrontiamo con i dati degli anni precedenti, con una triste conclusione: riforme, dibattiti, movimenti non hanno avuto ad oggi alcun effetto sul massacro quotidiano sulle strade. I dati ci mettono davanti alla realtà e, quando riguardano i ciclisti uccisi vengono percepiti con poca empatia, quasi ci fosse un’assuefazione alla tragedia. Lo si evince anche dai commenti dopo ogni singola tragedia.
ApprofondisciIn questi giorni si discute di riforma del Codice della Strada, di come proteggere meglio, attraverso la legge, tutti i ciclisti sulle strade. Con questo evento, Sara richiama il legislatore al fine ultimo della legge, ovvero incidere sui comportamenti e sulla sensibilità delle persone, interrompendo le condotte pericolose degli automobilisti, causa di vittime come Sara: figli, padri, madri, fratelli.
ApprofondisciA un anno dall’entrata in vigore della riforma del Codice della Strada, il bilancio è drammatico: 222 ciclisti hanno perso la vita. Una riforma che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto garantire maggiore sicurezza a chi pedala e che invece si è rivelata, nei fatti, un fallimento.
ApprofondisciIn questa tragedia non riesco a vedere cause diverse dalla più amara e semplice verità: una giovane donna di 23 anni, proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è stata travolta mentre faceva una scelta che dovrebbe essere tutelata e rispettata. Era una ciclista. Una ragazza che aveva deciso di muoversi nel modo più pulito, più gentile, più coerente con il mondo che vorremmo lasciare a chi verrà dopo di noi. Aveva scelto la bici per respirare la città, per vivere la libertà delle due ruote, non certo per incontrare la morte.
ApprofondisciIl nuovo Codice della Strada interviene sull’utilizzo delle piste ciclabili, ma lo fa in modo discutibile, introducendo nuove regole che finiscono, paradossalmente, per peggiorare la tutela dei ciclisti. La “riga bianca” che dovrebbe proteggerli non è più un confine sicuro: il nuovo quadro normativo consente infatti ai veicoli a motore di invadere spazi prima riservati esclusivamente alle biciclette. La situazione delle piste ciclabili in Italia è dunque controversa: tra obblighi, facoltà e mancanza di reali tutele, i ciclisti non dispongono ancora di aree realmente sicure e dedicate.
ApprofondisciUn fenomeno in crescita, che vede sempre più ciclisti vittime di incidenti con fuga dell’automobilista. Un quadro sociale allarmante.
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